A Pupa ru Capo: mosaico liberty nel cuore del mercato del Capo

Il mosaico liberty della Pupa del Capo, che rappresenta la dea Demetra, ha lasciato temporaneamente la sede del mercato storico per essere restaurato.Un’operazione che andrà avanti per gradi e che è finalizzata al restauro della più antica insegna commerciale della città, da sempre legata al panificio Morello. Le operazioni preliminari del restauro sono già partite, ma per completarlo sarà necessario spostare il mosaico a Palazzo Ajutamicristo, visto lo stato di degrado dell’edificio che lo ospita. Il restauro, eseguito da Franco Fazzio, è curato dalla Soprintendenza ai Beni culturali con la Fondazione Salvare Palermo e il contributo di Ance, Siciliy by car, Social Influencer Palermo e il club canottieri Roggero di Lauria. Indispensabile il supporto del comitato “Salviamo il mercato del Capo”  che ha coinvolto anche noi di Seecily tourism . A presto infatti saremo impegnati in un progetto collaterale per la rivalutazione del mercato del Capo.

 

 

 

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Di fronte al suo viso si innalza la facciata della Chiesa di S. Maria della Mercede, intorno a lei si dispongono le bancarelle chiassose del Mercato del Capo. Qui, nei primi anni del novecento, Salvatore Morello, un borghese che combinava senza incertezze abilità imprenditoriale e interesse appassionato verso le nuove esperienze dell’arte, aveva voluto realizzare una bottega di panificio diversa dalle altre già presenti nel mercato. Aveva chiamato per trasformare la sua idea in un’opera d’arte un brillante artista: Salvatore Gregoretti secondo alcuni studiosi, un componente della bottega di Pietro Bevilacqua o di Ernesto Basile secondo altri. E’ indubbio comunque che il Panificio Morello sia stato progettato e realizzato con un’attenzione al particolare che puoi ancora a cogliere, se ti concentri ad esempio nell’ammirare la vetrina che, con il pannello della Demetra liberty, si affianca alla porta di accesso e si appoggia su un muro rivestito in marmi venati. E’ realizzata in mosaico anche la targa del negozio, Panificio S. Morello, a motivi geometrici incorniciati da fasce marmoree e motivi floreali. La scritta, realizzata in caratteri d’oro si staglia su una fascia di motivi vegetali su sfondo celeste che è inquadrata da due preziose cornici in azzurro, ritmate da motivi quadrati. Entrando nel panificio si poteva apprezzare il gusto liberty presente in ogni particolare e in tutti gli arredi, come il lampadario in metallo e vetro che da rosoni floreali in gesso si dispiegava a grappolo aperto in tralci floreali con foglie allungate. Ma a dominare la progettazione della bottega di questo colto borghese è senza dubbio il mosaico di facciata con “A Pupa ru Capu”, così è chiamata l’immagine di questa splendida ragazza: una Demetra che dall’antichità si è proiettata alle soglie del novecento, reinterpretata in forme liberty e impreziosita da citazioni di un’arte internazionale che spaziano dalle forme dello Jugendstil di Gustav Klimt alle composizioni in trencadis proposte nel modernismo catalano. Una bellezza rarefatta la sua, un’idea di trionfo della natura e della fertilità della terra da sempre avvolta dalla sua protezione.Ma il tempo e l’incuria hanno fatto progressivamente impallidire ed offuscare questa bellezza, ed ora, da qualche mese, la sua immagine, che impreziosiva la vetrina del Panificio Morello nel Mercato del Capo, non accoglie più nessun visitatore. La bottega è chiusa, forse per sempre. La crisi che soffoca giorno dopo giorno le fasce deboli della popolazione e fa interrompere per sempre, una dopo l’altra, attività commerciali che hanno reso viva Palermo, non risparmia neanche i luoghi della memoria culturale della città. E, cosa ancora più preoccupante, tutto accade in una sonnolenta indifferenza o, al massimo, in un cupo fatalismo.